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Caos
Il nuovo concetto di caos è stato introdotto da Lorenz ed altri studiosi durante gli ultimi anni ’60 — ’70. Questo concetto contiene un’evidente frattura con il passato; infatti il caos è ordine dinamico.
Il carattere distintivo di un dinamico sistema caotico è basato sulla sua estrema sensibilità. Infatti, i sistemi sono sempre mutevoli e non ritornano mai al loro status precedente.
Ovviamente, questo concetto è in parte antico. Va ricordato, ad esempio, l’aforisma di Eraclito sul fiume del tempo.
La teoria del caos si fonda sulla natura olistica della dinamica non lineare. Un sistema è infatti caratterizzato dal continuo intrecciarsi di parti in entità più complesse, a loro volta, parti dell'entità ove sono collocate. 
Questa proprietà rende possibile che un cambiamento in qualsiasi parte abbia effetto sull'intero sistema e viceversa. Quello che è un piccolo cambiamento in una parte, può diventare una significativa trasformazione in un'altra e nell'intero sistema (si veda l'effetto "farfalla" presentato da Lorenz nel 1972).
In questo processo, non esiste una deterministica relazione tra causa ed effetto, ma una dinamica intrecciata di reciproca influenza: la causa diventa effetto, mentre l'effetto diventa causa. In tale dinamica diventa privo di senso cercare di identificare separatamente ciascuna di esse.
Assieme alla teoria della complessità, quella del caos ha fortemente influenzato molte discipline. Ad esempio, la nozione di geografia frattale, introdotta da Mandelbrot, è ora applicata (insieme a quelle di oloni, ologrammi etc.) nell’analisi e nelle trasformazioni dei sistemi organizzativi, delle istituzioni, dei poteri, degli organismi politici e sociali (ove oggi prevalgono i concetti di sussidiarietà, federalismo, organizzazioni virtuali e simboliche, etc.) e ha evidenti riflessi nella cultura d’impresa.